LA STORIA

L’anno 961
Un grande guerriero, dopo una leggendaria cavalcata, giunge sul crinale di una collina proiettata verso mezzogiorno, in posizione dominante. È come uno sperone naturalmente difensivo, dove già preesiste un insediamento di origine romana, che di nome fa Grazzano. Il cavaliere è Aleramo, il primo sovrano del Monferrato, che a Grazzano decide di fondare il cuore del suo regno, non un castello come segno di potere, ma un’imponente abbazia benedettina. Qui vorrà essere sepolto. La sua tomba è al vertice della collina, dove rimangono il chiostro e i giardini dell’antico convento. Un luogo della memoria fra i più importanti del Monferrato, nome curioso nato da una leggenda. Un luogo di nobili e di contadini già impegnati a trasformare in vigneti le colline boscose.

All’inizio del Terzo Millennio
Un nuovo personaggio si affaccia a scrivere a Grazzano una storia di tempi moderni, destinata al futuro. Si chiama Guido Carlo Alleva. È un uomo di oggi, un avvocato di fama del Foro Milanese, con solide radici proprio in questi luoghi e una personale competenza di vini e vigneti.
In questo paesaggio suggestivo e ricco di testimonianze storiche ha trascorso gli anni dell’infanzia, le vacanze scolastiche, a contatto con la vita semplice dei contadini.
A loro erano affidate le terre della sua famiglia astigiana, iscritta nella storia della città anche per merito di una donna, la bisnonna Lina Borgo Guenna, pedagoga ed educatrice, intellettuale pacifista e suffragetta ante-litteram, vissuta tra l’800 e il 900 ma di straordinaria modernità.